Trattamento non invasivo delle striae rubrae con sistema di veicolazione transdermica a rilascio rapido

Letteratura Scientifica del sito che affronta il tema "Trattamento non invasivo delle striae rubrae (smagliature) con sistema di veicolazione transdermica a rilascio rapido":

Alfredo Rossi, Fabio Colaiuda, Maria Caterina Fortuna, Paolo Greco, Elisabetta Scali, Alessandra Iorio, Valentina Garelli.

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Alfredo Rossi alfredo.rossi@uniroma1.it

Riassunto

Le striae distense o atrofie dermo-epidermiche, comunemente conosciute come smagliature, sono cicatrici atrofiche causate da mutazioni strutturali delle fibre collagene ed elastiche del derma. La terapia può essere di tipo invasivo (chirurgia) seminvasivo (laser) o non invasivo (trattamenti topici). Di recente l’utilizzo in dermatologia delle metodiche di veicolazione transdermica, associate ad impulsi in radiofrequenza, si è proposto come nuova alternativa terapeutica non invasiva per questo inestetismo. Il presente lavoro riporta lo studio effettuato su un gruppo di 10 pazienti di età compresa tra i 10 e i 30 anni affetti da striae rubrae di dimensioni variabili, localizzate in varie sedi.

Introduzione

Il collagene, sintetizzato dai fibroblasti, rappresenta la principale proteina delle fibre extra-cellulare ed è presente in tutti i tessuti del nostro organismo occupando un ruolo di grande importanza negli organi di sostegno quali la cute, le ossa, i tendini e le cartilagini. La sua struttura a tripla elica, in cui ogni catena è costituita da una sequenza ripetuta di tre amminoacidi (glicina, prolina e idrossiprolina), è responsabile della sua funzione principale: offrire all’organismo la matrice di sostegno per gli organi e i tessuti, e fornire quindi l’integrità delle strutture. La perdita della struttura del collagene e soprattutto dell’organizzazione dei fasci di fibre collagene è alla base della comparsa delle smagliature. Tale condizione, pur rappresentando un semplice inestetismo, spesso può diventare un problema nella vita sociale e nelle relazioni interpersonali del soggetto che le presenta; è inoltre un fenomeno molto comune interessando circa 34% degli adolescenti con un picco massimo di incidenza tra i 15 e i 30 anni; le donne sono colpite due volte più degli uomini, in particolare durante la gravidanza e la pubertà. Le smagliature vengono ormai considerate una condizione ad eziopatogenesi multifattoriale in cui diversi fattori ambientali agiscono su una predisposizione genetico-costituzionale preesistente, inducendo la comparsa dell’inestetismo. I fattori ambientale coinvolti possono essere raggruppati in: endocrini iatrogeni (cortisonici, contraccettivi orali), endocrini endogeni (estrogeni, progesterone e glucocorticoidi del surrene), meccanici (rottura del tessuto connettivo in seguito ad obesità, gravidanza, edema, aumento della massa muscolare in attività fisica); infine è stato riconosciuto un ruolo allo stress responsabile di un’aumentata increzione di cortisolo. La mancata comparsa delle striae in molti individui esposti a tali fattori ambientali ha indotto a ricercare la presenza di una suscettibilità individuale alla base della manifestazione di tale inestetismo. Queste ricerche hanno riconosciuto come possibili responsabili: la personale soglia  di tolleranza cutanea alla trazione, superata la quale la cute perde coesione anatomica e le variazioni delle sequenze dei promotori dei geni che modulano l’attività trascizionale delle metalloproteasi, in particolare la 1, la 8 e la 13, implicate nella degradazione del collagene fibrillare.

L'ipotesi patogenetica

Dunque l’ipotesi patogenetica ad oggi più accreditata riconosce due importanti teorie nella eziopatogenesi delle smagliature, le quali agiscono entrambi su un substrato genetico-costituzionale predisponente: la teoria meccanica e quella endocrina. In particolare la prima riconosce il primum movens nelle rapide variazioni del volume del tegumento cutaneo a cui consegue uno stiramento dei vasi sanguigni e quindi un ridotto afflusso alle strutture della cute con sofferenza ed alterazioni delle fibre elastiche e collagene, quindi rottura della trama tessutale e formazione delle stiae.

La teoria endocrina

La teoria endocrina, invece, attribuisce al cortisolo, sia esso di natura endogena o esogena, il ruolo di principale inibitore dell’attività dei fibroblasti e quindi responsabile della riduzione e dell’alterazione della formazione delle fibre collagene ed elastiche. Sicuramente entrambe le componenti agiscono sinergicamente nella comparsa delle smagliature. Clinicamente esse si presentano come lesioni di forma allungata, depresse a superficie atrofica e variabili per larghezza (da 1-2 mm a 1-2 cm), lunghezza (da 1 fino a 10-15 cm) e colore (in rapporto allo stadio evolutivo: nella fase iniziale varia dal rosa al rosso violetto o al rosso bluastro, mentre nella fase successiva, cicatriziale, divengono biancastre-madreperlacee). Alla palpazione la superficie delle lesioni risulta liscia, con assenza degli annessi e si approfonda alla pressione. L’esordio è in genere asintomatico, ma può essere accompagnato da una leggera sensazione di prurito o, più raramente, da bruciore e dolore. Caratteristico è anche l’orientamento delle smagliature, generalmente perpendicolare alle linee di tensione cutanea: su addome e fianchi dove le maggiori tensioni cutanee sono orizzontali le lesioni saranno verticali; al contrario, si disporranno in modo orizzontale sulla schiena. Le striae possono comparire su tutte le regioni corporee, ma le sedi maggiormente interessate sono addome e fianchi, glutei e cosce, seno e interno braccia.

Le fasi dell'evoluzione clinica

L’evoluzione clinica delle lesioni avviene in tre stadi successivi: I stadio o fase infiammatoria, detta preclinica per l’assenza di rilievi all’esame obbiettivo e di sintomi, solo raramente, infatti, può essere riferito lieve prurito o bruciore; II stadio o fase rigenerativa, in cui si manifestano le strie rubrae, lesioni rosso-violaceo con aspetto intensamente eritematoso; III stadio o fase finale, con la presenza delle definitive striae albae, lesioni biancastre-madreperlacee a superficie depressa che mimano l’aspetto di una cicatrice atrofica. Da un punto di vista patogenetico queste tre fasi sono caratterizzate da un insulto di natura ambientale che agisce su un soggetto geneticamente predisposto inducendo danno alle fibre collagene ed elastiche, blocco della funzione dei fibroblasti ed infine modificazioni chimico-fisiche della sostanza fondamentale. Tutto ciò provoca una reazione infiammatoria con liberazione di sostanze che aumentano la permeabilità vascolare, inducono la chemiotassi di cellule infiammatorie ed infine stimolano la neoangiogenesi, responsabile dell’aspetto eritematoso delle striae rubre. Tali processi tentano di indurre una ripresa dell’attività dei fibroblasti che però porta alla formazione di fibre collagene lasse, disunite e a volte spezzate, e di fibre elastiche rotte o aggrovigliate: si forma dunque una matrice tissutale connettivale molto vascolarizzata ma con anomalie strutturali e quindi funzionali; per cui il connettivo danneggiato viene sostituito da un tessuto con aspetto cicatriziale definitivo. La naturale evoluzione verso tale quadro cicatriziale rende l’approccio terapeutico alle smagliature alquanto complesso e spesso insoddisfacente.

Nuove tecniche

Nell’ambito della lotta alle smagliature nuove metodiche si stanno imponendo nel tentativo di raggiungere una buon effetto estetico in assenza di invasività e con costi limitati. Fra queste nuove tecniche un ruolo di notevole rilevanza viene rivestito dalla radiofrequenza. Numerosi studi (1-6) hanno dimostrato come i meccanismi di interazione di un campo elettromagnetico con i tessuti biologici siano in stretta correlazione con i fenomeni di trasferimento di energia alle cariche elettriche del tessuto dipendenti dalle bande di frequenza utilizzata. Gli aggregati ionici e molecolari elettricamente carichi di un tessuto biologico interagiscono con il campo elettromagnetico sia con meccanismi di conduzione (vengono indotte nel tessuto correnti elettriche determinate dal movimento degli elettroni e degli ioni in esso contenuti), sia con meccanismi di polarizzazione (le molecole polari mostrano fenomeni di rotazione, vibrazione e allineamento indotte dall’azione del campo elettrico; durante il movimento le cariche collidono tra loro, trasformando l’energia cinetica in energia termica). In relazione alle bande di frequenza, i meccanismi di interazione del campo elettromagnetico con i tessuti biologici si distinguono in meccanismi di interazione a bassa frequenza (l’interazione è determinata dai campi elettrici e magnetici variabili che generano correnti nei tessuti) e meccanismi di interazione ad alta frequenza (l’interazione è determinata dall’attivazione di stati di rotazione, vibrazione e allineamento delle cariche elettriche). Alle basse frequenze si osservano soprattutto meccanismi di correnti indotte; alle alte frequenze prevale l’assorbimento termico dell’energia del campo elettromagnetico.

Studio clinico

Sulla base di queste considerazioni, è stato condotto uno studio clinico su dieci pazienti affetti da striae rubrae per verificare l’efficacia dell’energia ad impulsi in radiofrequenza con sistema combinato di veicolazione transdermica, in grado di gestire autonomamente e contemporaneamente gli impulsi ad alta e bassa frequenza. L’obiettivo prefissato è stato quello di ottenere la veicolazione di sostanze in grado stimolare i fibroblasti ed indurli a sintetizzare nuove fibre collagene ed elastiche, al fine di favorire il rimodellamento del derma, aumentare il grado di elasticità cutanea, diminuire fino ad annullare depressioni e rilievi e quindi migliorare l’inestetismo.

Materiali e Metodi

Sono stati arruolati e sottoposti a trattamento 10 pazienti maschi e femmine di età compresa tra i 10 e i 30 anni affetti da striae rubrae di dimensioni variabili, localizzate in diverse sedi. Vista l’età eterogenea dei pazienti, i vari meccanismi patogenetici risultavano coinvolti nella comparsa delle lesioni. È stato utilizzato un dispositivo (Tecar CRV, Winform) dotato di un generatore in grado di emettere energia ad impulsi in radiofrequenza modulata a 480 KHz e una corrente modulare in bassa frequenza a 10 Hz, collegato ad un manipolo al quale è stato applicato un elettrodo attivo in acciaio (diametro 35 mm, spessore 3 mm), e una piastra di ritorno, neutra. È stata impostata per l’intera durata di trattamento la modalità operativa VEICOLAZIONE a basso trasferimento energetico (potenza del generatore: 25%), utilizzando un fitocomplesso a base di sostanze in grado di idratare lo strato corneo, aumentare la biosintesi del collagene e stimolare l’attività metabolica dei fibroblasti per aumentare il firming cutaneo, ed infine di indurre un’azione antiinfiammatoria, antiossidante ed elasticizzante. Prima di ogni seduta di trattamento l’area interessata è stata adeguatamente detersa per allontanare il film idrolipidico e quindi favorire la successiva veicolazione dei prodotti. Sono state effettuate 15 sedute della durata di 5 minuti per area, durante le quali sono stati veicolati circa 10 ml di prodotto. La frequenza delle sedute è stata 2 volte a settimana. Alla fine del trattamento è stato effettuato controllo tramite confronto fotografico.

Risultati

Il trattamento è stato ben tollerato da tutti i pazienti, non si sono verificati effetti collaterali e si è potuto osservare, a partire dalla 10ª seduta, un progressivo e costante miglioramento delle lesioni con notevole diminuzione della componente eritematosa e riduzione delle dimensioni e della profondità delle singole lesioni. Al termine del trattamento (15 sedute) il miglioramento è stato ben visibile (foto 1-8 ). Il follow up al 4° mese ha evidenziato il mantenimento dei risultati ottenuti.

striae rubrae del seno prima del trattamento striae rubrae del seno prima del trattamento

Foto 1 e 2: striae rubrae del seno prima del trattamento

 

striae rubrae del seno dopo 15 sedute striae rubrae del seno dopo 15 sedute

Foto 3 e 4: striae rubrae del seno dopo 15 sedute

 

striae rubrae dell’addome prima del trattamento striae rubrae dell’addome prima del trattamento

Foto 5 e 6: striae rubrae dell’addome prima del trattamento

 

striae rubrae dell’addome dopo 15 sedute striae rubrae dell’addome dopo 15 sedute
Foto 7 e 8: striae rubrae dell’addome dopo 15 sedute

Discussione

I risultati ottenuti sono estremamente incoraggianti soprattutto in quanto relativi al trattamento di una condizione per la quale le terapie convenzionali risultano o troppo invasive e costose, o completamente inefficaci. Il sistema utilizzato è in grado di gestire autonomamente e contemporaneamente gli impulsi ad alta e bassa frequenza con un duplice effetto che permette di ottenere sia stimolazione dei tessuti con riscaldamento localizzato e allineamento delle polarità, sia veicolazione dei principi attivi attraverso l’epidermide, con aumento della capacità di assorbimento. Attraverso il sistema di sicurezza integrato, il dispositivo è inoltre in grado di valutare costantemente la variazione di impedenza dei tessuti interessati e di correggere in tempo reale l’emissione energetica, permettendo in tal modo di ottimizzare la biostimolazione in modo automatico e garantire la massima efficacia clinica.

Conclusioni

La metodica da noi utilizzata, sfruttando la capacità di interazione con i tessuti biologici, consente di eseguire in ambulatorio, senza anestesia, in modo del tutto non invasivo e indolore il trattamento delle lesioni, con completa assenza di effetti collaterali e complicanze cicatriziali. Da non trascurare la possibilità di utilizzare tale metodica in tutte le fasce di età, compresa quella pediatrica, e l’assenza di interazioni con i raggi ultravioletti che non impone limiti stagionali al suo utilizzo.

È possibile concludere quindi che tale tecnica si può inserire come nuova e valida alternativa nel trattamento delle striae rubrae mostrandosi efficacie, non invasiva, rapida, di facile esecuzione e totalmente sicura. Bisogna comunque sottolineare la necessità di confermare i risultati ottenuti attraverso studi più numerosi.

Bibliografia

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  2. Marra F, Levy JL, Santi P, Kalia YN. In vitro evaluation of the effect of electrotreatment on skin permeability. J Cosmet Dermatol. 2008 Jun;7(2):105-11.
  3. OMS, Campi elettromagnetici e salute pubblica. Proprietà fisiche ed effetti sui sistemi biologici. Promemoria n. 182, 1998.
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  6. Grégoire S, Ribaud C, Benech F, Meunier JR, Garrigues-Mazert A, Guy RH. Prediction of chemical absorption into and through the skin from cosmetic and dermatological formulations. Br J Dermatol. 2009 Jan;160(1):80-91.