Il sistema endoterapico in associazione al sistema infiltrativo transdermico nel trattamento di traumi distrattivi al gastrocnemio interno nel calciatore

Letteratura Scientifica del sito che affronta il tema "Il sistema endoterapico in associazione al sistema infiltrativo transdermico nel trattamento di traumi distrattivi al gastrocnemio interno nel calciatore":

Studio medico Avicenna Marghera, Venezia
Alessandro Pastore

Obiettivi

Lo scopo del lavoro è quello di valutare, mediante ecografia, la riparazione anatomico tissutale, con prevalenza dei fenomeni di rigenerazione su quelli cicatriziali, su un campione di 30 (trenta) casi di lesione muscolare da trauma indiretto trattati con endotermia e veicolazione transdermica.

Introduzione

La Tecar terapia di Winform attraverso l’emissione di radiofrequenza (onde medie elettromagnetiche a 480.000 Hz), permette di ottenere una stimolazione che definiamo “biologica” su tessuti molli, tendini ed osso.

Attraverso un sistema superficiale, definito comunemente capacitivo, si ottiene una biostimolazione grazie all’interazione con le cariche elettrolitiche ed al loro spostamento. Tali cariche vengono attratte ed allineate in prossimità di un elettrodo attivo mobile contrapposto ad una piastra di ritorno neutra. L’effetto bioenergetico sarà quindi più superficiale ed interesserà i muscoli ed i sistemi vascolari.

Con il sistema profondo, definito comunemente resistivo, si ottiene una biostimolazione energetica con un’interazione tridimensionale dei tessuti molli, ossei e tendinei. Il sistema resistivo agisce in prevalenza nei tessuti che offrono maggiore  impedenza elettrica per il minor contenuto d’acqua (cartilagini, tendini, ossa)1.

La veicolazione transdermica di Winform permette di veicolare principi attivi (farmacologici e/o fitoterapici) direttamente sul sito d’azione velocizzando la cinetica farmacologica ed interagendo il meno possibile con il circolo sistemico: la veicolazione delle sostanze è indotta dalla stimolazione dei tessuti grazie a:

  • il riallineamento delle cariche polari,
  • la modificazione del potenziale transcutaneo,
  • l’aumento della permeabilità cellulare.

Metodi

Nel periodo compreso tra gennaio e settembre 2010 sono stati esaminati 30 (trenta) pazienti maschi di età compresa tra 18 e 40 anni, giocatori di calcio dilettanti o semi professionisti, affetti da lesione muscolare da trauma indiretto. Le lesioni di 1°, 2° e 3° grado erano situate in tutti i casi a livello della giunzione mio tendinea distale del gastrocnemio mediale (22 a sinistra e 8 a destra) ed erano occorse durante fasi di gioco o di allenamento su terreno erboso. La diagnosi è stata posta con ecografia (Toshiba Xario) utilizzando una sonda multifrequenza da 8-14 MHz ed eseguita sempre dallo stesso operatore.

Ogni paziente è stato inoltre valutato dal punto di vista clinico-sintomatologico mediante valutazione con scala analogica-visiva VAS da 0 a 10.

I pazienti sono stati quindi sottoposti a 4 (quattro) sedute di terapia SIT ed a 8 (otto) sedute di Tecar CRV così distribuite:

1ª e 2ª settimana: 2 (due) sedute consecutive di terapia SIT e 2 (due) sedute a giorni alterni di endoterapia. I due sistemi non sono mai stati applicati nello stesso giorno.

3ª e 4ª settimana: 2 (due) sedute di Endoterapia distanziate almeno di 48 ore.

Il trattamento è durato complessivamente 4 (quattro) settimane ed alla fine i pazienti sono stati sottoposti al secondo controllo ecografico ed alla somministrazione della scala VAS per la percezione del dolore.

Durante le 4 (quattro) settimane non sono state effettuate altre terapie.

Protocollo di trasferimento farmacologico

Con il sistema SIT si è utilizzato aceclofenac 200 mg in polvere associato ad acido etilendiamminotetracetico (EDTA) al 10% sciolti in gel veicolante. Il farmaco anti-infiammatorio non steroideo inibisce la sintesi di prostaglandine; l’EDTA ha azione chelante per i tessuti fibrinolitici e calcifici, riduce l’organizzazione degli stessi e produce un effetto sol tessutale.

Con la SIT si velocizza l’assorbimento farmacologico con diminuzione del dolore nell’immediato post-trauma.

L’Endoterapia si applica nelle prime 24 ore, fuori dalla zona di lesione per favorire il riassorbimento dell’edema; dopo 48 ore si applica localmente a bassa energia per stimolare i macrofagi; dopo la quarta-sesta giornata si applica localmente a media energia con effetto neo-angiogenetico e stimolo fibroblastico, usando sempre un approccio superficiale (capacitivo).

Risultati

Alla prima ecografia:

  • 12 (dodici) pazienti presentavano lesione distrattiva di 1°grado
  • 10 (dieci) pazienti presentavano lesione distrattiva di 2°grado
  • 8 (otto) pazienti presentavano lesione distrattiva di 3°grado

Tutti i pazienti hanno dimostrato al termine della terapia (dopo circa 30 giorni) al secondo controllo ecografico, un totale o parziale riassorbimento dell’ematoma, la comparsa di fibre nell’area di lesione ed iniziali fenomeni cicatriziali.

Tutti i pazienti hanno riferito un miglioramento del sintomo dolore che è passato da un valore medio su scala VAS 5.69+-2.27 (DS) a 2.40+-1.84 (DS) alla dimissione riportando un miglioramento medio di 3.29+-0.76 (DS). Test di significatività t di Student condotto per p<0.05.

Conclusioni

Si evidenzia, come da riscontro ecografico, che tale metodica associata è efficace per la qualità della riparazione anatomico-tessutale ed il riassorbimento dell’ematoma più che per i tempi di recupero. Ottimo è l’effetto sul dolore da ciò che emerge dalla valutazione su scala analogico-visiva VAS.

C’è da dire che, volutamente in questa indagine, nel periodo di trattamento non è stata associata nessuna tecnica kinesiologica che probabilmente avrebbe contribuito al più veloce recupero dell’atleta.

Siamo dell’avviso che valga la pena approfondire la ricerca estendendo la metodica alle tecniche kinesiologiche, corroborando i dati già acquisiti con i test funzionali.

Bibliografia

  1. P. Mondardini, R. Tanzi, L.Verardi, S. Briglia, A.Maione, E. Drago. “Nuove metodologie nel trattamento della patologia muscolare traumatica dell’atleta”, Edizioni Minerva Medica, Torino 2003;
  2. S. Colaiuda, C. Capogrossi, M. C. Fortuna, F. Colaiuda, A. Rossi. Università degli studi di Roma “la Sapienza” dipartimento delle malattie cutanee-veneree e chirurgia plastica-ricostruttiva Direttore Prof. Stefano Calvieri. “Trattamento non invasivo del melasma,utilizzo di un sistema di veicolazione trans dermica a rilascio rapido”, pubblicato su Hi Tech Dermo, Milano, febbraio 2010.