Trattamento delle lesioni muscolari

Diagnosi clinica e strumentale

Per poter programmare, nei tempi e nei metodi, una serie di interventi terapeutici, diventa importante una giusta interpretazione dei dati  diagnostici strumentali e clinici, in modo di conoscere il grado della lesione e capirne i tempi di evoluzione a seconda dell’entità del danno. Per quanto riguarda la diagnosi clinica possiamo attenerci a quanto sopra argomentato. Per quello che riguarda la parte strumentale possiamo dire che l’ecografia muscolare sia ad oggi il mezzo diagnostico più usato ed affidabile.

Processi biologici e guarigione

Deve essere evidente, che i tempi di riparazione biologica sono legati al grado della lesione, ma che questi processi iniziano comunque immediatamente dopo l’evento traumatico. Qualora il trauma sia di minima entità, la riparazione del tessuto lesionato avviene in prevalenza per rigenerazione cellulare. Saranno le cellule satellite mononucleate ad attivarsi trasformandosi in mioblasti per poi diventare alla fine cellule muscolari mature.

Nelle lesioni di grado maggiore oltre ai fenomeni di rigenerazione avremmo riparazione cicatriziale.

Grazie allo stato infiammatorio acuto, si riduce la concentrazione di sostanze citotossiche e aumenta la quantità di ossigeno per incremento di afflusso di sangue. In seconda giornata i macrofagi già incominciano ad eliminare i detriti necrotici in sede di lesione ed a stimolare la proliferazione di fibroblasti che produrranno tessuto di granulazione e di conseguenza cicatrice connettivale.

Detto questo dopo una settimana circa avremo gia una sostituzione del tessuto daneggiato ma questo neo tessuto di riparazione offrirà una scarsa resistenza alla trazione. Sono circa 60 i giorni di maturazione perche questo tessuto possa arrivare ad una resistenza che si approssimi a quella del tessuto daneggiato. Sono importanti su queste premesse,per non pregiudicare una corretta guarigione, le fasi iniziali del trattamento, che deve mirare alla stimolazione della capillarizzazione e all’incremento del drenaggio per evitare la formazione scomposta ed in eccesso di tessuto conettivo.

Criteri di intervento

  • Nei primi due giorni applicazione del metodo R.I.C.E. (riposo-ghiaccio- compressione-elevazione)
  • Drenaggio linfatico e bendaggio funzionale
  • Terapie fisiche
    • uso della endoterapia nei primi 4 giorni a basse energie e fuori dalla sede di lesione per favorire il drenaggio e la decontrattura muscolare
    • Veicolazione transdermica di bromellina ed EDTA
  • Dal settimo giorno Laser Yag 1064 nm
  • Rieducazione propriocettiva e posturale